SAN BERNARDINO DA SIENA “PROTETTORE DEI POLMONI”

Non tutti sanno che San Bernardino da Siena, oltre ad essere il patrono dei predicatori, dei pubblicitari e di coloro che soffrono di ludopatia, è anche un potente intercessore a favore di chi soffre di insufficienza respiratoria.
E’ un santo attuale in tempo di COVID-19 e la sua azione rimane ispiratrice per tanti pastori che sul suo esempio lottano contro i cattivi costumi della società e la piaga dell’usura.

Bernardino nacque a Massa Marittima l’8 settembre 1380, allora appartenente alla repubblica di Siena, dove il padre era governatore. All’età di sei anni rimase orfano e fu allevato da uno zio paterno a Siena, dove studiò grammatica e retorica e si laureò in giurisprudenza mentre da due zie apprese l’amore per la beatissima Vergine Maria. A Siena, fuori Porta Camollia, vi era un affresco raffigurante Maria assunta in cielo. Il fanciullo si recava spesso a pregare davanti a quell’immagine; e un giorno confidò alla cugina Tobia: «Sono innamorato della beatissima Vergine Maria Madre di Dio; lei ho sempre amato, lei desidero ardentemente vedere, lei amo con tutto il cuore e perciò ho scelto lei come mia castissima fidanzata. Vorrei tenere sempre lo sguardo fisso su di lei; per questo ho deciso di visitare la sua immagine ogni giorno».

Prestò servizio nell’Ospedale della Scala anche in occasione della peste del 1400, senza tuttavia rimanerne contagiato. Entrato nei Frati Francescani, chiese di poter compiere il suo noviziato nel Convento del Colombaio sull’Amiata. In seno all’Ordine divenne uno dei principali propugnatori della riforma dell’Osservanza, che grazie a lui conobbe una straordinaria popolarità. Nel 1404 fu ordinato sacerdote e nel 1417 iniziò una brillantissima carriera di predicatore che gli è valsa persino il patronato dei pubblicitari. Predicava con stile vivace e commovente la necessità di penitenza e la scelta di povertà, denunciando il gioco d’azzardo, il lusso, l’usura, le stregonerie, la superstizione e le faziosità.

Bernardino spiegava che nel nome di Gesù, che significa «Dio salva» o «Dio è salvezza», è racchiuso ogni aspetto della vita terrena di Nostro Signore. «Che credi che sia il Vangelo? È il nome di Jesu…», diceva infatti il santo. Lui stesso, che per questo verrà in seguito scelto come patrono dei pubblicitari, ne disegnò il simbolo, tracciando il cristogramma IHS all’interno di un sole dorato e su sfondo azzurro. Il sole ha 12 raggi serpeggianti, lo stesso numero degli apostoli e delle tribù d’Israele. Il significato dei raggi era espresso in una litania: I. Rifugio dei penitenti; II. Vessillo dei combattenti; III. Medicina degli infermi; IV. Sollievo dei sofferenti; V. Onore dei credenti; VI. Splendore degli evangelizzanti; VII. Mercede degli operanti; VIII. Soccorso dei deboli; IX. Sospiro dei meditanti; X. Aiuto dei supplicanti; XI. Debolezza dei contemplanti; XII. Gloria dei trionfanti.

Bernardino fece entrare questa devozione nel cuore del popolo. Al termine delle prediche, faceva baciare ai fedeli le tavolette di legno su cui erano scritte le tre lettere del nome di Gesù (appunto IHS o JHS). Il simbolo da lui disegnato (spesso integrato da una croce sormontante la lettera H, richiesta da Martino V) si diffuse ovunque, dalle chiese alle facciate dei palazzi.

Nel 1444, pur essendo molto malato, su invito del vescovo Amico Agnifili, si recò a L’Aquila, anche per tentare di riconciliare due fazioni che in città si affrontavano apertamente. Morì il 20 maggio in questa città. Si racconta che la bara continuò a gocciolare sangue fino a quando le due fazioni non si furono riappacificate.
In seguito il suo corpo fu sepolto nella basilica di San Bernardino dell’Aquila, all’interno dell’omonimo mausoleo.

Fra AMAB

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