INFANZIA SFRUTTATA

Il 12 giugno è la giornata internazionale contro lo sfruttamento del lavoro minorile.
L’opinione pubblica mondiale è ancora inorridita per l’uccisione in Pakistan di Zohra, una domestica di soli otto anni.

Lo scorso 31 maggio, la bambina aveva liberato dalla loro gabbia due pappagallini nella casa di una ricca coppia di Rawalpindi.

I padroni l’hanno picchiata a sangue per quel gesto nel quale la piccola voleva restituire almeno ai due volatili quella libertà di cui si sentiva irrimediabilmente privata in una ricca casa diventata la sua gabbia dorata.

Zohra è diventata il simbolo dei 152 milioni di bambini che nel mondo sono forzati a lavorare senza il diritto di studiare e giocare.

Il lavoro minorile si concentra principalmente nell’agricoltura, 71%, il 17% nei servizi e il 12% nel settore industriale, compreso quello minerario. Nei Paesi meno sviluppati, poco più di un bambino su quattro è impegnato in un lavoro che è considerato dannoso per la salute e lo sviluppo.

Per quanto riguarda il lavoro domestico, oltre il Pakistan, dove si è consumata la tragedia di Zohra, desta attenzione la situazione negli Emirati Arabi e in Africa.

E’ preoccupante anche la situazione dei minori non accompagnati in Europa che nella migliore delle ipotesi sono sfruttati nel mondo del lavoro ma in molti casi finiscono anche nella rete del mercato del sesso.

L’Africa è la regione dove il lavoro minorile è maggiormente diffuso sia in percentuale rispetto alla popolazione infantile sia nel numero assoluto di bambini coinvolti.

La povertà estrema spinge molti genitori a mandare i propri figli a lavorare presso famiglie più ricche, spesso con la promessa illusoria di una scolarizzazione e di una istruzione.

Anche in Italia c’è ancora molto da fare per mettere fine allo sfruttamento lavorativo di cui sono vittime bambini e adolescenti, a partire dalla necessità di istituire una raccolta dati, sistematica e puntuale, che permetta di avere un quadro preciso del fenomeno. È inoltre fondamentale e urgente che le istituzioni rafforzino l’impegno per contrastare la povertà minorile e la dispersione scolastica, fenomeni entrambi strettamente collegati al lavoro minorile, e da questo punto di vista il livello di dispersione scolastica che dopo molti anni è ritornato a crescere non può che rappresentare un preoccupante campanello d’allarme.

Tutti i bambini hanno il diritto di essere liberi e di vivere un’infanzia serena.

Il lavoro minorile priva i bambini e le bambine della loro infanzia e che ne mette a repentaglio lo sviluppo integrale. Nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, in diversi Paesi molti bambini e ragazzi sono costretti a lavori inadeguati alla loro età, per aiutare le proprie famiglie in condizioni di estrema povertà. In non pochi casi si tratta di forme di schiavitù e di reclusione, con conseguenti sofferenze fisiche e psicologiche.

Nell’udienza generale del 10 giugno 2020 Papa Francesco ha lanciato un appello alle istituzioni affinché pongano in essere ogni sforzo per proteggere i minori, colmando le lacune economiche e sociali che stanno alla base della dinamica distorta nella quale essi sono purtroppo coinvolti.

“I Bambini – ha detto il Papa – sono il futuro della famiglia umana: a tutti noi spetta il compito di favorirne la crescita, la salute e la serenità!”

 

Fra AMAB

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *