Come il sale

 

C’era una volta un re che rispondeva al nobile nome di Enrico il Saggio. Aveva tre figlie che si chiamavano Alba, Bettina e Carlotta. In segreto, il re preferiva Carlotta. Tuttavia, dovendo designare una sola di esse per la successione al trono, le fece chiamare tutte e tre e domandò loro: “Mie care figlie, come mi amate?”. Leggi tutto “Come il sale”

Saggia lezione di professore

 

 

Il professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula. Il suo corso è uno dei più frequentati. Prima che inizi la lezione c’è un gran vociare tra gli studenti che, riuniti a piccoli gruppi, parlano tra loro.

Il professore tiene in mano un bicchiere d’acqua. Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’acqua in mano, inizia a girovagare tra i banchi dell’aula. Il professore cammina, incrocia gli sguardi dei ragazzi, ma rimane in silenzio.

Gli studenti si scambiano sguardi divertiti, ma non sono sorpresi. Qualcuno pensa che il gesto serva a introdurre una lezione sull’ottimismo e sul classico esempio del bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto.

“Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante”, risponde il professore.

“Ciò che conta davvero, è per quanto tempo lo tenete sollevato!” Felice di aver catturato l’attenzione dei suoi studenti, il professore continua:

“Sollevatelo per un minuto, e non avrete problemi!

Sollevatelo per un’ora, e vi ritroverete un braccio dolorante!

Sollevatelo per un’intera giornata, e vi ritroverete un braccio paralizzato!”

Gli studenti continuano ad ascoltare attentamente il loro professore di psicologia: “In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato! Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante.

Lo stress e le preoccupazioni, sono come questo bicchiere d’acqua.

Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro.

Se dedichiamo ad esse il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente.

Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e nervosa.

Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizza!”

Il professore capisce, di avere la completa attenzione dei suoi studenti, e decide di concludere il suo ragionamento: “Per ritrovare la serenità, dovete imparare a lasciare andare lo stress e le preoccupazioni.

Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la vostra attenzione su ciò che volete, e non su ciò che non volete!

Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’acqua!”

Non affannatevi, dunque, per il domani – dice Gesù – perché il domani avrà già le sue inquietudini. Ad ogni giorno, basta la sua pena!

I superbi non si divertono mai

Riflessioni sulla Liturgia della Parola della XXX Domenica T.O. (C)

Il Capitolo XVIII di Luca ci presenta la figura del superbo.
Gesù narra di due uomini, un fariseo e un pubblicano che si ritrovano insieme al tempio per la preghiera. Il primo, “stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio, che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo…” (Lc 18,11-12).
Alla fine, poiché compie opere non comandate dalla Legge, egli è perfino “creditore” nei confronti di Dio! Leggi tutto “I superbi non si divertono mai”